
Inizia un viaggio, con la fantasia, tra i vigneti della valpolicella, un luogo dove il tempo sembra fermarsi e dove la tradizione si fonde con linnovazione.
Qui, tra dolci colline e terreni calcarei, nasce picàie, rosso veneto di cecilia beretta.
Il nome picàie rimanda a unantica usanza contadina: lappassimento delle uve.
In passato, i contadini raccoglievano le uve più mature e le appendevano sotto i tetti per farle disidratare.
Una parte di queste uve veniva consumata fresca, mentre il resto veniva vinificato per ottenere vini dolci e corposi.
Oggi, questa tradizione sopravvive nel picàie.
Il suo cuore è rappresentato da un blend di tre uve nobili: corvina, cabernet sauvignon e merlot.
La corvina, vitigno autoctono della valpolicella, conferisce al vino struttura e profumi di ciliegia, mentre cabernet e merlot apportano rispettivamente eleganza e tannini, morbidezza e rotondità.
Le uve, selezionate a mano, vengono appassite per circa due mesi, concentrando così zuccheri e aromi.
Successivamente, la vinificazione avviene in acciaio, a temperatura controllata, per preservare la freschezza del frutto.
Il successivo affinamento in barrique di rovere esalta la complessità del vino, donandogli note speziate e vanigliate.
Nel calice picàie si presenta di un colore rosso rubino intenso.
Al naso sorprende per il bouquet ampio e complesso, con note di frutta secca, uva passa, vaniglia e spezie.
In bocca, invece, è potente, caldo e avvolgente, con tannini morbidi e persistenti.
Il finale è lungo e persistente, con note di appassimento che ricordano la tradizione da cui questo vino prende il nome.
Adatto a diverse occasioni, è perfetto per accompagnare primi piatti saporiti, carni rosse alla griglia o in umido, formaggi stagionati e cioccolato fondente.
Grazie alla sua struttura e alla bella complessità, può anche essere proposto come vino da meditazione.