
Con il primitivo, il negroamaro è quasi sinonimo di puglia.
Varietà autoctona della regione, infatti, questa uva viene usata in purezza per creare diversi vini tipici.
E la varietà più diffusa nelle province di lecce e brindisi ma è facile trovarla anche in altre aree, utilizzata per produrre rossi e rosati dal carattere inconfondibile.
Santoro negroamaro, puglia igp, è linterpretazione di terre di sava di questo interessante vitigno.
Vino piacevole e immediato, nasce da una lavorazione accurata delle uve giunte in cantina a piena maturazione.
Si parte con una fase di macerazione termo-controllata e fermentazione alcolica innestata da lieviti selezionati.
Lintero processo dura allincirca dieci giorni, al termine dei quali, dopo la svinatura, il vino viene passato in vasche di acciaio per la successiva fase di affinamento che precede limbottigliamento.
Nel calice si presenta di un bel colore rosso porpora, con riflessi neri-violacei.
Al naso rivela un profumo intenso e persistente.
Piacevolmente fruttato, con sentori di ribes nero e frutti di bosco.
In bocca, invece, si scopre un vino caratterizzato da un buon corpo.
Vellutato e armonico, gode di un finale lungo e sapido.
Tradizionalmente il negroamaro viene proposto con le classiche polpette al sugo, ma anche accanto a una buona zuppa di legumi o ai famosi involtini di frattaglie cotti sulla brace.










