
Quando il clima diventa caldo, come spesso accade in puglia, per coltivare le uve spesso si ricorre allantica saggezza popolare per la quale la vite deve crescere bassa, facendo maturare i suoi grappoli vicino al terreno, per beneficiare anche della minima frescura proveniente dalla terra.
Alla moderna spalliera si preferisce quindi il tradizionale sistema ad alberello.
Bello da vedere ed efficace in termini di qualità prodotta.
Ma tanto, tanto faticoso per chi se ne deve prendere cura.
Ogni operazione, infatti, deve essere svolta manualmente, senza laiuto di alcuna macchina.
Giustini propone questo acinorè, old vines, ossia proveniente da vigne vecchie.
Si tratta di un primitivo di manduria doc, ottenuto da uve coltivate proprio ad alberello.
Un patrimonio vivente che lazienda conserva, protegge e si impegna a valorizzare.
Acinorè, infatti, rappresenta la migliore interpretazione di primitivo proposta dallazienda.
Raccolta - ovviamente - manuale, dopo diraspatura e pressatura il periodo di macerazione dura circa 15 giorni, seguito da fermentazione alcolica e un lungo periodo di maturazione in barrique di rovere francese.
Si scopre così un vino caratterizzato da un bel colore rosso rubino intenso, con profumi complessi che richiamano la frutta rossa e scura ben mature.
Poi vaniglia e perfino cioccolato.
In bocca è pieno, morbido ed equilibrato.
Un rosso importante, di quelli che richiedono un menù dedicato.
Primi piatti molto saporiti e carni sottoposte a lunga cottura.
Solo così gli si potrà rendere giustizia.
Oppure, valida alternativa, può essere anche proposto lontano dai pasti, come vino da meditazione.





