
�montepulciano, dogni vino è.
Il re.
Con queste parole, già nel.
1685, il poeta-scienziato francesco.
Redi celebrava il nettare delle colline senesi.
La riserva di.
Vino.
Nobile di.
Montepulciano di.
Fattoria.
Del.
Cerro raccoglie quelleredità e la porta nel bicchiere con uno stile attuale, lineare e immediato.
I vigneti si estendono tra 250.
E.
400.
Metri sul livello del mare ad.
Acquaviva di.
Montepulciano, su suoli pliocenici ricchi di argille e sabbie che trattengono calore di giorno e rilasciano freschezza di notte.
La vicinanza di valdichiana e val.
Dorcia, poi, crea forti escursioni termiche, dando vita a condizioni ideali per la nascita di profumi nitidi e tannini fini.
Unaneddoto locale racconta che i contadini chiamavano questi terreni “sassi che nutrono, perché la vite, costretta a radicare in profondità, dava uve naturalmente concentrate.
La riserva di fattoria.
Del.
Cerro nasce quasi esclusivamente da prugnolo.
Gentile, biotipo di sangiovese che deve il nome al colore violaceo dellacino, simile alla buccia della prugna selvatica, il prugnolo appunto.
Questo clone, adattato nei secoli al microclima di montepulciano, offre acidità viva e tannini setosi, fondamentali per linvecchiamento.
Le uve, raccolte a metà settembre, vengono selezionate parcella per parcella.
La fermentazione avviene a temperatura controllata, con rimontaggi e délestage quotidiani.
Segue una macerazione post.
Fermentativa per estrarre colore e struttura.
Il vino, infine, riposa almeno altri 18.
Mesi in botti di rovere e altri 6.
In vetro prima della messa in commercio, superando di fatto i requisiti minimi della denominazione.
Colore rubino fitto con riflessi granata, al naso emergono amarena matura, viola mammola e spezie dolci.
Il sorso è pieno, persistente, sorretto da tannini evidenti ma ben fusi e da una fresca vena acida che allunga il finale.
Perfetta con arrosti di manzo o cinghiale, questa riserva accompagna bene anche la classica bistecca alla fiorentina, i pici al ragù di chianina e il pecorino toscano stagionato.

