
Marai de marai non è il classico prosecco superiore.
E per certi aspetti il suo progenitore.
Nasce, infatti, da una ricetta del nonno gio che carlo ha ripensato e attualizzato.
Spumante, con quella punta di residuo zuccherino che rende il tutto più semplice, nasce da un classico uvaggio trevigiano, con glera, ovviamente, e verdiso.
La bottiglia ha un “look estremamente moderno e accattivante.
E fatta per attirare lattenzione ovunque sia proposta.
Ma quello che stupisce davvero è la qualità del contenuto.
Giallo paglierino reso ancora più brillante da un perlage fine e incessante, marari de marai ha profumi fragranti di frutta a polpa bianca e di fiori appena colti.
Una traccia di crosta di pane apre infine a un assaggio fresco, equilibrato, asciutto e verticale.
La chiusura, poi, spicca per pulizia.
E la bollicina che si condivide con piacere.
Ottima come aperitivo, è perfetta per accompagnare piatti semplici ma sfiziosi, come un crudo di pesce o una tartare.
Da provare con il sushi e il sashimi.
