
Quando la borgogna incontra il friuli, il risultato non può che essere di grande spessore.
Proprio come in questo caso.
Immaginiamo di voler coltivare il pinot nero, un vitigno universalmente noto per la sua difficile gestione, in un territorio dove tutti lo davano per spacciato.
Questa la storia, pionieristica e vincente, della famiglia gallo di masùt da rive, che dagli anni ottanta ha trasformato unintuizione in una delle etichette più interessanti del friuli.
Siamo a mariano del friuli, nel cuore della doc isonzo.
Qui i vigneti di masùt da rive giacciono su un suolo particolare: una miscela di argille rosse e ghiaie (i famosi ciottoli) che garantiscono un ottimo drenaggio e riflettono il calore, aiutando il vitigno a bacca rossa a maturare con precisione.
Questa zona, ricca di minerali e con un microclima fresco ma soleggiato, si è rivelata lambiente ideale per coltivare la nobile uva borgognona.
Le viti qui hanno unetà media di circa 28 anni, il che conferisce maggiore concentrazione e carattere al prodotto finale.
Pinot nero in purezza, coltivato a partire da cloni francesi selezionati, tutto inizia con una raccolta manuale e unattenta cernita dei grappoli.
In cantina, luva viene sottoposta a una macerazione pre-fermentativa a freddo.
Questa tecnica serve a estrarre con dolcezza il colore e gli aromi primari, senza appesantire il tannino.
Dopo la fermentazione alcolica, il vino svolge la malolattica e inizia il suo percorso di affinamento di ben 12 mesi in botti di rovere francese da 300 litri.
Rosso rubino abbastanza intenso, limpido e invitante, al naso è fine e dominato da una chiara e succosa trama fruttata: ciliegia matura, mora e lampone si fondono splendidamente.
Non mancano delicate note di erbe officinali che anticipano un elegante finale, dove affiorano leggeri toni legnosi.
In bocca è piacevolmente fresco, con un tannino presente ma leggero e ben integrato.
A chiudere, una piacevole tendenza amarognola, pulita e tonica, che invita subito al secondo bicchiere.
E lideale per esaltare piatti di media struttura.
Perfetto con carni bianche e maiale arrosto, va provato con lagnello o con formaggi né troppo freschi né troppo stagionati.