
Un taglio bordolese.
O meglio un taglio friulano che nasce da merlot e cabernet sauvignon coltivati su un terreno unico.
Un rosso con una marcia in più.
Questo è il sassirossi, un nome che non lascia spazio a interpretazioni e che racconta esattamente la sua origine.
Ci troviamo nelle fertili campagne di mariano del friuli, una zona che rientra nella doc isonzo del friuli.
Il nome deriva dal fiume isonzo, le cui acque hanno plasmato i suoli per millenni.
La vera peculiarità qui è il terreno, composto da un letto di ghiaie alluvionali e argille rosse che i locali chiamano affettuosamente sassi rossi.
Questo mix sassoso è fondamentale: costringe infatti le vecchie vigne, che qui hanno una media di 35 anni, ad affondare le radici in profondità in cerca di acqua e nutrimento.
Questo sforzo si traduce in una resa naturalmente più bassa e, di conseguenza, in uve estremamente concentrate e ricche, il vero segreto della struttura del vino.
60% merlot e 40% cabernet sauvignon, il primo porta la morbidezza, lavvolgenza e le note fruttate più dolci, fungendo da spalla accogliente.
Il cabernet sauvignon, invece, è il responsabile della struttura tannica e di quel caratteristico tocco erbaceo, donando carattere e potenziale di longevità.
La vinificazione attenta inizia con una raccolta rigorosamente a mano.
Si procede quindi con una prolungata macerazione sulle bucce e ripetuti rimontaggi a temperatura controllata per estrarre il colore e i tannini nobili.
Laffinamento finale avviene in botti di rovere francese da 300 litri per 12 mesi.
Nel calice sfoggia una bella veste rosso rubino intenso con netti riflessi violacei che ne denotano la gioventù e la vitalità.
Al naso è ricco e complesso.
Spiccano le note di frutti rossi di sottobosco come mirtillo e ribes, affiancate da un gradevole sentore erbaceo che ricorda le varietà bordolesi.
Sul finale, emergono delicati richiami di liquirizia e spezie dolci.
In bocca è asciutto, con una bella struttura tannica protagonista, robusta ma ben lavorata.
Un rosso che sa il fatto suo e che si abbina con disinvoltura a piatti strutturati.
Un suggerimento.
Da provare con un goloso piatto di gnocchi al sugo di brasato o con un cosciotto dagnello arrosto.
Perfetto anche con selvaggina e formaggi semi stagionati.