
Chi beve barolo non beve un semplice vino.
Beve, piuttosto, il frutto unico e inimitabile di un territorio.
E per questo cÃ.
� chi preferisce il vino proveniente da un certo comune.
Chi invece predilige la versione tipica di unaltra area.
Chi ancora cerca la complessità , scegliendo quei vini che sono prodotti unendo le uve di piÃ.
� vigneti distanti tra loro.
Per questo sono state create, allinterno della denominazione, delle selezioni speciali.
E fontanafredda, tra gli altri, Ã.
� stata una delle prime aziende a decidere di valorizzare al meglio le peculiarità del proprio terroir.
Dal 1988, infatti, sono i primi ad aver prodotto questa selezione comunale, un barolo identitario che rappresenta la potenza del terroir di serralunga e leleganza dello stile fontanafredda, floreale, balsamico, vibrante e fresco.
Dopo la vinificazione, questo barolo docg riposa per 24 mesi in botte di rovere e 12 mesi in cemento.
Solo a quel punto Ã.
� pronto per essere messo in bottiglia.
Un grande rosso del territorio, in grado di esprimere fin da subito le sue caratteristiche migliori ma che ha anche la capacità di invecchiare, o meglio maturare ed evolvere, per un tempo decisamente lungo.
Anche 25.
30 anni, stando ai suoi produttori.
Oggi nel calice si presenta di un bel colore rosso rubino con riflessi granati.
Il profumo Ã.
� netto e intenso, con sensazioni dolci e sentori di spezie, rosa appassita e sottobosco.
Il gusto Ã.
� morbido, pieno, vellutato, armonico e vibrante.
Un vino cosÃ.
� non va assolutamente stappato se loccasione non Ã.
� quella giusta e se sulla tavola non si trovano i buoni piatti della tradizione.
Primi e secondi importanti, come importante Ã.
� il vino, ovviamente a base di carne rossa.
Ma anche formaggi a media-lunga stagionatura e, per i piÃ.
� golosi, anche un po di frutta secca e una scaglia di cioccolato.
Del resto un vino come questo non va bevuto.
Va centellinato, piano piano, per cogliere tutte le sfumature del suo ampio bouquet.





