
Alastro è figlio della sicilia più autentica, nellarea del lago arancio.
Siamo a sambuca di sicilia, fra colline che salgono tra i 200 e i 250 metri daltitudine, respirando la brezza del canale di sicilia.
I terreni, ricchi di ciottoli calcarei e tocchi di materia organica, riflettono il sole di giorno e trattengono freschezza di notte, regalando grappoli sapidi e carichi di aromi.
Dal canto suo il lago artificiale, creato negli anni 50, mitiga il calore estivo e garantisce acqua anche nelle stagioni più secche.
Alastro è un bianco costruito al 70% di grecanico e 30% sauvignon blanc, dove il primo fornisce struttura e una bella vena salina, il secondo contribuisce con un tocco erbaceo-agrumato che illumina il bouquet.
Le uve, vendemmiate in due tempi - fine agosto per il sauvignon, fine settembre per il grecanico - vengono diraspate, pressate con delicatezza e avviate a una fermentazione a bassa temperatura.
Il vino, poi, resta sei mesi sulle fecce fini in acciaio, con bâtonnage settimanale per aumentarne la cremosità e la complessità senza perdere slancio.
Nel bicchiere sfoggia un giallo paglierino brillante.
Il naso gioca su cedro, melone bianco e fiori di campo, arricchiti da una sfumatura di pera e bosso.
Il sorso è vibrante, ma vellutato.
Alla freschezza agrumata si affianca una carezza quasi setosa su note di pesca bianca.
Su tutto, poi, arriva una piacevole scia salmastra.
Il finale è nitido, con un ritorno di erbe mediterranee.
A tavola gioca da titolare con uninsalata di mare tiepida, un risotto agli asparagi e perfino con un pollo al curry, per gli amanti della cucina doriente.

