
Chi non conosce il vecchio amaro del capo.
Tra gli amari italiani questo piccolo gioiello calabrese Ã.
� certamente uno dei piÃ.
� amati da un pubblico decisamente trasversale.
Piace ai giovani amanti della notte, che spesso lo gustano mentre tirano tardi con gli amici.
E piace ai meno giovani che lo ordinano al termine della cena per chiudere in bellezza.
Frutto di unantica ricetta calabrese, migliorata dallesperienza dei mastri distillatori caffo, racchiude in sÃ.
� i principi di tante erbe, fiori, e frutti che gli conferiscono il suo colore caldo e quellinconfondibile gusto gentile e aromatico.
Una curiositÃ.
Le erbe utilizzate crescono in stagioni diverse.
E vengono raccolte una per una durante tutto lanno.
Tutte le macerazioni e le infusioni, poi, sono fatte immediatamente al momento della raccolta, per catturare gli aromi piÃ.
� freschi e per mantenere intatte le proprietà organolettiche di ogni ingrediente.
Solo in un secondo momento i circa 30 ingredienti vengono assemblati con sapienza in una sola, inimitabile ricetta segreta.
Vecchio amaro del capo va servito rigorosamente ghiacciato.
Alla temperatura di -20Â.
�c.
Solo cosÃ.
�, infatti, menta, anice e liquirizia emergono in tutta la loro forza, mentre le erbe creano un tuttuno fresco piacevole.







