L’autore propone un itinerario fra i simboli italiani del potere bancario.
Intricati corridoi sui quali affacciano decine di porte che lasciano intravvedere cauti disagi e progetti di modernizzazione.
Spiragli di luce animati da un numero esagerato di competitori e contrastati da inossidabili molle di ritegno.
Gli attori si muovono convulsamente, chini su ambiziosi programmi di sviluppo e aggrediti dalle inefficienze interne, dalla riluttanza ad accettare nuovi vincoli, dall’accondiscendenza verso influenze e interessi estranei, dai falò patrimoniali, dalle carenze dei controlli, dai difetti della gestione e dai disastri relazionali.












