
Con una bottiglia così è impossibile non notarlo.
Ma il bello viene dopo, quando si ha la possibilità di assaggiarlo.
Perché quello che si scopre è un vino della tradizione toscana.
Un vin santo del chianti classico doc riserva, frutto di una lunga e attenta lavorazione delle uve tipiche, trebbiano toscano e malvasia del chianti, raccolte a mano e poste ad appassire su cannicci, al riparo da umidità e muffe.
La vinificazione è lenta e culmina con un lunghissimo periodo di maturazione di almeno 48 mesi in piccoli caratelli di rovere.
Ci vuole tanta, tantissima pazienza.
Ma si è ampiamente ripagati fin dal primo assaggio, quando si scopre un nettare caratterizzato da un colore giallo dorato con riflessi ambrati.
Al naso i profumi sono armonici e giustamente intensi, con una nota di mandorla amara e di frutta secca.
Il gusto, invece, è caldo, armonico e avvolgente.
Servito fresco, attorno ai 12 gradi, in pochi lo sanno, ma il vin santo può essere anche proposto come aperitivo.
A temperature leggermente più alte, attorno ai 18 gradi, invece, è indicato come vino da dessert.
Non ce ne abbiano a male i puristi.
Ma con un bel cantuccio alle mandorle, questo vin santo va davvero a nozze.
Da provare anche con un tagliere di formaggi piccanti.






